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Web 2.0: AJAX è il passato che ritorna, Flex è il futuro.

Inviato da Domenico Dibello il 1 Marzo 2008

Adobe Flex 3 Logo
Adobe Flex 3 - Logo

Cos’è il Web 2.0? Niente di concreto, è un’idea, un nuovo modo di concepire internet, o semplicemente la naturale evoluzione dell’informatica e della tecnologia che si ripercuote anche sul web.

Uno dei concetti fondamentali del Web 2.0 sono le RIA, Rich Internet Applications, come dice la definizione stessa delle “Applicazioni Internet”. Dunque nel Web 2.0 i siti internet assumono l’aspetto, le funzioni, i comportamenti e quindi la potenza di un’ applicazione desktop, diventando Internet Applications. A questo punto qualcuno ha pensato di fondere le caratteristiche di web e desktop creando un’unica piattaforma per scrivere applicazioni che funzionino come Internet Applications e come Applicazioni Desktop, stiamo parlando di Adobe Flex 3.

Flex è un framework che consente di creare moderne applicazioni Web utilizzando la tecnologia Flash, ma con particolare attenzione all’aspetto funzionale piuttosto che grafico. Allo stesso tempo Flex può generare applicazioni cosiddette AIR, cioè applicazioni desktop classiche, esteticamente di grande effetto ma veloci da sviluppare grazie al massiccio utilizzo di componenti per tutte le esigenze (Datagrid, Filesystem, Tree, Grafici, repeater,…) già pronti e XML.

Una serie di motivi per cui, Flex è la scelta giusta per creare RIA ed Ajax non lo è.

  • Chi usa Ajax deve creare ulteriore codice per mantenere una compatibilità con tutti i browser, perchè essendo basato su Javascript viene interpretato da ogni client in un modo diverso. Lo sviluppatore ha l’onere di effettuare una serie di controlli per mantenere tale compatibilità, riducendo le potenzialità del linguaggio. Inoltre con il release di nuove versioni dei browser lo sviluppatore deve ricontrollare se tale compatibilità è rimasta invariata. Java invece è pesante, lo sviluppo è laborioso e complesso, l’utente deve aver installato una Java Virutal Machine, non presente su tutti i computer, molto lenta da scaricare e di difficile installazione su sistemi non windows. Flex si basa sul plugin Flash Player presente ormai su tutti i browser e su tutti i sistemi operativi, il plugin è leggero da scaricare e il tutto avviene in maniera automatica, compresi i futuri aggiornamenti dello stesso.

  • Ajax è un ritorno al passato. Dal punto di vista dello sviluppo, dopo essere passati dalle funzioni, alla programmazione ad oggetti e alla programmazione ad eventi si ritorna allo “Spaghetti Code”. Righe di codice confuse e disordinate sparse qua e la nelle pagine web, i concetti di riusabilità, modularità, scalabilità vanno a farsi benedire. Faccio un esempio, sviluppando con Ajax spesso il tasto “Indietro” del browser non funziona, per evitare ciò Google nelle sue Google Maps ha create un IFrame invisibile in cui viene inviato il risultato della XMLHttpRequest . Questa soluzione non è per niente elegante, anzi contribuisce a generare confusione e a rendere il codice “usa e getta”. Flex è in linea con il moderno concetto di sviluppo, utilizzando in modo massiccio XML, Classi, Componenti, al pari di Java o di qualsiasi altra piattaforma di ultima concezione.

  • Flex è opensource, un particolare molto importante per chi crede in questa filosofia, ciò significa che potenzialmente milioni di utenti possono contribuire al miglioramento del codice e alla scoperta di possibili bug in tempi brevi. Opensource vuol dire anche trasparenza di conseguenza sicurezza e affidabilità.

  • Flex è flessibile. Nonostante il si basi sulla tecnologia Flash, permette e incoraggia l’utilizzo di CSS in modo da avvicinarsi alla programmazione web tradizionale e mantenere una omogeneità tra le varie “pagine” e la possibilità di effettuare veloci modifiche in futuro. Inoltre Flex permette di incorporare al suo interno praticamente qualsiasi cosa, dai controlli giù presenti a filmati Flash a elementi multimediali di vario genere.

Prova tutti i componenti di Flex 3

Qui puoi provare tutti i componenti Flex e visualizzarne il codice di esempio

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Come creare un gioco online multiutente (1)

Inviato da Domenico Dibello il 25 Febbraio 2008

gioco carte online 2

Bene, per la serie complichiamoci la vita ecco una nuova serie di guide molto interessanti, l’argomento sarà la creazione in un gioco di carte online multiutente. Quando si da il via ad un progetto di tale portata la cosa principale è buttare giù su carta ogni minimo particolare, la struttura, le classi, i meccanismi, l’interfaccia…

Una volta fatto ciò si può passare alla parte più divertente, programmare!

Alla fine di queste guida che durerà 1 o 2 mesi al massimo chiunque abbia dimestichezza con la programmazione sarà in grado di creare un proprio gioco multiutente!

1. Quali linguaggi utilizzare?

La mia politica sarà quella di non far scaricare al giocatore nessun programma, il gioco avverrà direttamente online. Ecco dunque l’esigenza di un linguaggio client side…Ajax? Java? Flash? Flex?

La risposta è quasi scontata: Flash! Il flash presente una serie di vantaggi rispetto ai concorrenti. Questo linguaggio è stato creato apposta per animazioni interattive, giochi, e quant’altro sia legato alla grafica e all’animazione. Un gioco è qualcosa che deve far divertire l’utente, ragion per cui l’interfaccia grafica deve essere molto curata e accattivante, possibilmente tridimensionale, ma quest’ultimo aspetto non è fondamentale, ci accontenteremo di un 3d finto! ;-) Qualche effetto qui e li…e il gioco è fatto!

2. Linguaggio lato server?

Dunque 100% Flash? Ovviamente questo non è possibile. Il gioco che andiamo a creare è multiutente! Questo vuol dire che ogni giocatore deve “vedere” le mosse effettuate dagli altri utenti, è naturale quindi pensare ad un meccanismo che colleghi i giocatori, nel nostro caso 2 o più giocatori. I clients programmati in Flash dovranno comunicare con un server di gioco, che gestirà l’andamento dello stesso. Il server si occuperà di vedere se i giocatori sono ancora online o se hanno abbandonato il gioco, quali sono le loro mosse o le loro azioni in generale. Quale linguaggio allora per la parte server side? Bhe direi che questo punto non è fondamentale. Clients e server si scambieranno piccole informazioni della serie….

“Il giocatore 1 ha scartato un 3 di picche”

“Il giocatore 2 ha abbandonato la partita”

“Il giocatore 3 scrive: ‘Mi sto divertendo come un pazzo…’”

Tutti gli esempi di questa guida per quanto riguarda il lato server saranno in linguaggio PHP. Ho scelto PHP per 2 ragioni:

  1. In questo modo potrò utilizzare un server Linux
  2. Esistono ottimi framework gratuiti e opensource per far comunicare Flash e PHP…io userò AMFPHP

Se PHP non è tra i vostri linguaggi preferiti potete anche scegliere di usarne uno differente, ASP, Coldfusion (sarebbe l’ideale), ASP.NET, Ruby, Java, e chi più ne ha…..

Ripeto che il server non dovrà fare grandi cose. Il requisito essenziale è quello di potersi connettere ad un database, nel mio esempio userò Mysql ma anche questo è un particolare secondario.

…continua…

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Installare nuovi fonts con Linux in 5 secondi!

Inviato da Domenico Dibello il 17 Febbraio 2008

fonts animati

Guida rapidissima che vi eviterà di girovagare per la rete e leggere tutti gli articoli sui fonts del pianeta. Le operazioni da effettuare per aggiungere dei fonts utilizzabili da tutti i software (Openoffice, Gimp, etc…) sono tre:

  1. Create una directory nella vostra home, possibilmente nascosta se vi infastidisce averla sempre sui piedi, per esempio chiamandola ~/.fonts
  2. Spostateci dentro i fonts desiderati, vanno bene anche quelli Windows
  3. Date il comando sudo fc-cache -fv, che aggiornerà la cache dei fonts.

Potete subito fare qualche prova magari installando qualche font divertente per le vostre pagine web o volantini su questo ottimo sito www.1001freefonts.com ricco di fonts bellissimi e gratuitamente scaricabili. Se vi è piaciuta questa dritta lasciate un commento in basso. Thank’s.

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Tecniche per migliorare la posizione del proprio sito su Google

Inviato da Domenico Dibello il 10 Febbraio 2008

Seo, search engine optimization

Parliamo di SEO, Search Engine Optimization, (ottimizzazione nei motori di ricerca). La pagina da cui l’80% dei navigatori mondiali di internet parte per avventurarsi nel web è Google, detto questo, riusciremo sicuramente a comprendere che questo signore una enorme rilevanza sul web market, decidendo su quali link indirizzare gli utenti e quali invece mettere in secondo piano. Questo meccanismo ha spinto la nascita nel mondo del Business IT del SEO, il Search Engine Optimizator. Il SEO è il professionista che si occupa di tenere un sito web ai primi posti nei motori di ricerca o perlomeno di migliorare la visibilità del sito stesso attraverso modifiche ai contenuti trattati nel sito, al modo in cui esso vengono esposti, ai termini chiave utilizzati, etc… Per nostra fortuna Google, a differenza di altri colossi dell’informatica (non facciamo nomi) mantiene sempre un attegiamento trasparente e chiaro nei confronti dei suoi utilizzatori, mostrando i criteri attraverso i quali un sito viene indicizzato, l’insieme di questi criteri si chiama PageRank.

Approfondisci i criteri pagerank di Google

I fattori che contano maggiormente sono, gli inbound link, cioè i collegamenti in altri siti verso il nostro sito, la frequenza con cui il nostro sito viene aggiornato, il titolo della pagina assume un’importanza fondamentale, deve essere lungo tra i 50 e gli 80 caratteri, non deve essere più lungo o contenere solo parole chiave altrimenti viene etichettato come Spam da Google,

Cosa da non fare: (da GoogleRank)

“Non fare nulla allo scopo diretto di falsare i risultati. Se stai pensando di fare cose che non sono riportate su questo sito, allora probabilmente cerchi di andare oltre l’ottimizzazione, i motori ti potranno penalizzare.

Non elencare parole chiavi al di fuori dell’apposito meta tag. Nell’elencare intendiamo qualcosa del tipo keyword 1, keyword 2, keyword 3, keyword 4, ecc. Ci sono pochissimi motivi per i quali parole chiavi debbano essere elencate veramente in un ordine simile. E anche se hai proprio la necessità di fare qualcosa del genere, cerca di evitarlo.

Non usare lo stesso colore di testo che usi come sfondo. Questo è spesso usato per inserire parole chiavi in eccesso, attualmente i motori lo capiscono e ti penalizzeranno.

Non usare istanze multiple dello stesso tag. Ad esempio non usare due tag Title.

Non pubblicare pagine con contenuto identico. Non duplicare quindi i tuoi file o il tuo sito sotto nomi diversi.

Non inviare la registrazione di un sito in un motore più volte nell’arco della stessa giornata.

Non usare parole chiavi nel tuo tag keywords se non li usi anche da qualche parte nel testo della pagina.”

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Google vs Microsoft, google la sa lunga!

Inviato da Domenico Dibello il 4 Febbraio 2008

google sexy tshirt

Google sa esattamente cosa stai cercando!!! ;-)

Questo è un sunto delle dichiarazioni che Brad Smith, general counsel del colosso del software Microsoft e David Drummond, che si occupa delle acquisizioni e corporate di Google, hanno fatto alla stampa USA in queste ultime ore.

  • Google: Se Microsoft acquisisce Yahoo si riuce la openness di Internet.
  • Microsoft: L’operazione è pensata per dar vita ad un concorrente per Google nel settore della pubblicità online e del search
  • Google: Microsoft riproporrà su Internet comportamenti scorretti già sanzionati nel mondo del software.
  • Microsoft: Microsoft non intende stare a guardare mentre Google diffonde veleno sulla proposta di acquisizione che ha trasmesso a Yahoo nei giorni scorsi
  • Google: la quantità di account email e di instant messaging che Microsoft e Yahoo andrebbero congiuntamente a gestire. Una enorme quantità di dati che si sposerebbe con due dei più trafficati portali Internet. Tutti elementi che, combinati al dominio di Microsoft sul software per PC potrebbero tradursi in una limitata possibilità per gli utenti di accedere ai servizi Internet, alle web email e agli instant messaging dei concorrenti.
  • Microsoft: Google ha negli USA una quota del search del 65 per cento e più dell’85 per cento in Europa. Al contrario, Microsoft e Yahoo hanno al massimo, e insieme, il 30 per cento negli USA e il 10 per cento in Europa”.

(Dichiarazioni tratte da Punto informatico)

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Yahoo…Microsoft aspetta una risposta!

Inviato da Domenico Dibello il 3 Febbraio 2008

Microsoft , azienda di Bill Gates e Steve Ballmer, è pronta ad offrire 44,6 miliardi di dollari per acquisire il famoso motore di ricerca Yahoo.

microsoft-yahoo.jpg

Essere assorbiti dal gigante Microsoft non piace molto ai dipendenti del buon Yahoo. Il motore di ricerca californiano, che fa pubblicita’ al marchio con uno jodel da cowboy, fa dell’atmosfera casual e rilassata uno dei suoi punti di forza. La prospettiva di lavorare per Microsoft piace poco ai dipendenti che adesso temono un giro di vite anche per quanto riguarda l’atmosfera e l’ambiente di lavoro nel caso in cui l’affare dovesse andare in porto.

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