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Tecniche per migliorare la posizione del proprio sito su Google

Inviato da Domenico Dibello il 10 Febbraio 2008

Seo, search engine optimization

Parliamo di SEO, Search Engine Optimization, (ottimizzazione nei motori di ricerca). La pagina da cui l’80% dei navigatori mondiali di internet parte per avventurarsi nel web è Google, detto questo, riusciremo sicuramente a comprendere che questo signore una enorme rilevanza sul web market, decidendo su quali link indirizzare gli utenti e quali invece mettere in secondo piano. Questo meccanismo ha spinto la nascita nel mondo del Business IT del SEO, il Search Engine Optimizator. Il SEO è il professionista che si occupa di tenere un sito web ai primi posti nei motori di ricerca o perlomeno di migliorare la visibilità del sito stesso attraverso modifiche ai contenuti trattati nel sito, al modo in cui esso vengono esposti, ai termini chiave utilizzati, etc… Per nostra fortuna Google, a differenza di altri colossi dell’informatica (non facciamo nomi) mantiene sempre un attegiamento trasparente e chiaro nei confronti dei suoi utilizzatori, mostrando i criteri attraverso i quali un sito viene indicizzato, l’insieme di questi criteri si chiama PageRank.

Approfondisci i criteri pagerank di Google

I fattori che contano maggiormente sono, gli inbound link, cioè i collegamenti in altri siti verso il nostro sito, la frequenza con cui il nostro sito viene aggiornato, il titolo della pagina assume un’importanza fondamentale, deve essere lungo tra i 50 e gli 80 caratteri, non deve essere più lungo o contenere solo parole chiave altrimenti viene etichettato come Spam da Google,

Cosa da non fare: (da GoogleRank)

“Non fare nulla allo scopo diretto di falsare i risultati. Se stai pensando di fare cose che non sono riportate su questo sito, allora probabilmente cerchi di andare oltre l’ottimizzazione, i motori ti potranno penalizzare.

Non elencare parole chiavi al di fuori dell’apposito meta tag. Nell’elencare intendiamo qualcosa del tipo keyword 1, keyword 2, keyword 3, keyword 4, ecc. Ci sono pochissimi motivi per i quali parole chiavi debbano essere elencate veramente in un ordine simile. E anche se hai proprio la necessità di fare qualcosa del genere, cerca di evitarlo.

Non usare lo stesso colore di testo che usi come sfondo. Questo è spesso usato per inserire parole chiavi in eccesso, attualmente i motori lo capiscono e ti penalizzeranno.

Non usare istanze multiple dello stesso tag. Ad esempio non usare due tag Title.

Non pubblicare pagine con contenuto identico. Non duplicare quindi i tuoi file o il tuo sito sotto nomi diversi.

Non inviare la registrazione di un sito in un motore più volte nell’arco della stessa giornata.

Non usare parole chiavi nel tuo tag keywords se non li usi anche da qualche parte nel testo della pagina.”

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Beppe Grillo contro Youtube

Inviato da Domenico Dibello il 7 Febbraio 2008

Beppe grillo

Ebbene si…Google ha reso noto il famoso Zeitgeist 2007, che equivale a dire la classifica dei termini più cercati nel 2007 sul primo motore di ricerca al mondo. La parola tedesca Zeitgeist significa “spirito dei tempi” ed infatti la classifica lascia immaginare come cambiano gli interessi dei navigatori col tempo. E adesso lo scoop…! :-)

1 Posto: “Beppe grillo”

2 Posto: “YouTube”

3 Posto: “Badoo “

4 Posto: “Inps”

5 Posto: “Agenzia delle entrate “

Dunque il comico e politico italiano, (per il quale nutro una grande simpatia) ha sbaragliato le grandi multinazionali con il suo blog portandosi al primo posto nella classifica italiana dei siti più ricercati!

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Yahoo…Microsoft aspetta una risposta!

Inviato da Domenico Dibello il 3 Febbraio 2008

Microsoft , azienda di Bill Gates e Steve Ballmer, è pronta ad offrire 44,6 miliardi di dollari per acquisire il famoso motore di ricerca Yahoo.

microsoft-yahoo.jpg

Essere assorbiti dal gigante Microsoft non piace molto ai dipendenti del buon Yahoo. Il motore di ricerca californiano, che fa pubblicita’ al marchio con uno jodel da cowboy, fa dell’atmosfera casual e rilassata uno dei suoi punti di forza. La prospettiva di lavorare per Microsoft piace poco ai dipendenti che adesso temono un giro di vite anche per quanto riguarda l’atmosfera e l’ambiente di lavoro nel caso in cui l’affare dovesse andare in porto.

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