Inviato da Domenico Dibello il 22 Aprile 2008

Divertente vignetta su Bil Gates che impone OOXML all’ISO
Come sapete il 1 Aprile 2008 l‘organizzazione internazionale per gli standard, meglio conosciuta come ISO ha stabilito che il formato OOXML proposto da Microsoft è ufficialmente uno standard. Numerose sono state le proteste tra i sostenitori dell’opensource che nutrono scarsa fiducia (giustamente) nel colosso di Bill gates, secondo molti OOXML non può essere considerato uno standard per numerosi motivi:
- Esiste già lo standard ISO 26300 - Open Document Format (ODF): un doppio standard aggiungerebbe costi, incertezza e confusione per industrie, governi e cittadini;
- Non esistono implementazioni della specifica OOXML: Microsoft Office 2007 produce una versione particolare di OOXML, differente da quella descritta nella specifica OOXML;
- Mancano delle informazioni nel documento di specifica, ad esempio su come utilizzare autoSpaceLikeWord95 o useWord97LineBreakRules;
- Più del 10% degli esempi menzionati all’interno della proposta di standard non sono conformi alle specifiche XML;
- Non c’è alcuna garanzia che si possa scrivere software che implementi completamente o in parte la specifica OOXML senza essere perseguibili per infrazione di brevetto o senza dover pagare licenze di brevetto alla Microsoft;
- Questa proposta di standard va in conflitto con altri standard ISO, come lo standard ISO 8601 (Rappresentazione di date e orari), lo standard ISO 693 (Codici per la rappresentazione di nomi e lingue) e lo standard ISO/IEC 10118-3 (Hash crittografici);
- È presente un bug nel formato del foglio di calcolo che impedisce l’uso di date antecedenti il 1900: tale bug è presente nella specifica OOXML quanto in Microsoft Excel nelle versioni 2000, XP, 2003 e 2007;
- Questa proposta di standard non è stata creata tenendo conto delle esigenze e delle esperienze di tutte le parti interessate, ovvero i produttori, i venditori, gli acquirenti, gli utenti ed i regolatori, ma soltanto ed esclusivamente della Microsoft.
Tratto dal sito www.noooxml.org

“L’ex chiarman dello Standards Institute ha organizzato per domani una manifestazione pubblica: ad Oslo, sotto il palazzo dove si riunisce la commissione ISO, si sventoleranno striscioni e si darà voce a slogan come “La Norvegia deve dire no a OOXML!”. Pepper intende dimostrare che il voto norvegese è frutto delle pressioni che Redmond ha operato sulla commissione, una questione sulla quale sta indagando ad ampio raggio anche l’Antitrust europeo.”
Punto Informatico
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Inviato da Domenico Dibello il 28 Febbraio 2008

Caro Bill Gates,
questa commissione ti accusa “di aver continuato ad abusare della tua posizione dominante anche dopo la condanna della Commissione Europea nel marzo del 2004, che ti è costata un’ennesima multa di 497.000.000 di Euro!”
Nel 2004 la commissione di Bruxelles aveva accusato Bill Gates di posizione dominante e gli aveva dunque ordinato di divulgare precise informazioni ai concorrenti per garantire l’«interoperabilità» tra i diversi sistemi Operativi!
Invece il nostro caro Zio Bill a continuato a “imporre «prezzi eccessivi e irragionevoli» per poter accedere alla propria documentazione informatica, in modo da rendere più difficile il dialogo tra i propri sistemi e quelli di gruppi concorrenti (linux?) per consentire lo sviluppo di programmi compatibili con i sistemi operativi e i software del gruppo di Redmond e con i sistemi operativi compatibili con la versione Windows per server”
Proprio qualche giorno fa, il 21 Febbraio, Microsoft aveva annunciato di rendere pubblici dei sorgenti di Windows riguardanti l’interoperabilità con altri sistemi Operativi e “Dare più Spazio all’opensource” ma a Bruxelles le parole non bastano, se non sono seguite da fatti. L’antitrust afferma dunque che c’erano stati almeno «altri quattro annunci di questo tipo, tutti senza effetto».
Bruxelles ha reso noto di aver aperto un nuovo dossier contro Microsoft e di indagare su due nuove «ipotesi di reato» riguardanti: Windows Media Player, Windows Server, Internet Explorer e la suite Office.
Risultato: multa di 899 miliardi di euro e altre indagini in corso!
L’opensource avanza (… Applausi …).
Fonte: Corriere della Sera.it (Economia), Foto: Repubblica.it
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Inviato da Domenico Zaccaria il 27 Febbraio 2008
Secondo i ricercatori di Redmond si cercherà di replicare il concetto dei vaccini, applicato al mondo informatico. Sarà sviluppato un virus “buono”, da inoculare nei sistemi windows per trasmettere gli antidoti nelle macchine con la stessa velocità con cui si propaga una infezione da virus. Il sistema è ancora in fase di studio. In questo modo si vorrebbe favorire la diffusione nella rete delle patch, necessarie a correggere i bachi onnipresenti in Windows, dagli applicativi al Sistema operativo stesso, che spesso si rivelano vere e proprie falle di sicurezza…
Solitamente le patch vengono scaricate solo su richiesta dell’utente e con una logica client-server. L’intenzione è invece quella di forzarne la diffusione in maniera automatica (tanto per cambiare) e con una logica peer to peer, da un computer all’altro, come per i virus insomma. Questo avrà forti impatti sia nelle intranet aziendali, che in internet stessa.
Che i prodotti Microsoft avessero forti analogie con i virus c’è chi da tempo lo sosteneva…..oggi finalmente qualcuno lo ammette pubblicamente!

Riportiamo in merito una traduzione di quanto pubblicato diversi anni or sono da Annoyances.org
No, windows non è un virus. Ecco, infatti, cosa fanno i virus:
Si replicano velocemente — OK, anche Windows lo fa.
I virus usano consistenti risorse di sistema, rallentandolo finché possono — OK, anche Windows lo fa (NdT: Vista è l’esaltazione di questo punto).
I virus, a volte, cancellano l’hard-disk — OK, anche Windows lo fa.
I virus sono, di solito, trasportati, in maniera sconosciuta all’utente, insieme a programmi e sistemi. Sigh… anche Windows fa così.
I virus occasionalmente renderanno l’utente sospettoso per la lentezza del proprio sistema (vedi 2) e l’utente comprerà nuovo hardware. Anche con Windows!
Fino ad ora sembrerebbe che Windows è un virus ma ci sono alcune differenze fondamentali: i virus sono ben supportati dagli autori, si eseguono su diversi sistemi, il codice del programma è veloce, compatto e efficiente e tendono a diventare più complessi con la maturità.
Quindi Windows non è un virus…
… è un bug.
Che dire….gli affezionati Windows dovranno iniziare a prepararsi a seri backup
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Inviato da Domenico Dibello il 18 Febbraio 2008

Ormai è certo, Toshiba ha deciso di abbandonare lo standard HD-DVD, i DVD di nuova generazione che si contendevano il mercato con il famoso Blu-Ray.
“Siamo entrati nella fase finale del piano per uscire dal business dei DVD di prossima generazione”, ha dichiarato la fonte, rimasta anonima. “Siamo pronti a riconoscere la sconfitta nei confronti della tecnologia rivale Blu-ray di Sony”.
- Punto Informatico -
Toshiba di conseguenza sta intraprendendo le azioni necessare all’uscita di scena, tra queste cessare la produzione di lettori HD-DVD. Fonti indiscrete fanno notare che il colpo ferale allo standard Toshiba è stato sferrato da Wal-Mart la più grossa catena di vendita al dettaglio degli USA, con migliaia di punti vendita, che si sta sbarazzando delle scorte di HD-DVD vendendoli a prezzi promozionali in modo da concentrarsi sulla vendita, evidentemente più redditizia, dei supporti ottici in formato Sony BluRay. La scelta commerciale è stata seguita a ruota da Netflix, il più grande servizio di videonoleggio Usa, e molte sono state le aziende che hanno preso decisioni in tal senso, trascinando lo standard Toshiba verso il baratro. I danni economici si ripercuotono ovviamente anche sui produttori di hardware che hanno investito sul marchio, tra cui LG, Samsung, Microsoft (vedi accessori di XBox), e in misura inferiori tutti i produttori di materiale multimediale su supporto HD-DVD. Sony ovviamente ne esce pienamente vincitore, anche nel campo delle consolle di gioco PlayStation 3, che si avvantaggeranno dell’esplosione dello standard Sony.
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Inviato da Domenico Dibello il 5 Febbraio 2008

Fabrizio Albergati, direttore gruppo Windows Client di Microsoft Italia: è nell’azienda di Redmond dal 1987 ha deciso di dare i numeri…riguardanti l’andamento del gruppo in Italia. Si stima infatti che su 5.5 milioni di Pc venduti nel 2007, l’80% montava Windows Vista (e ci credo, te lo rifilano preinstallato sopra, non hai scelta!), si dice ancora che i chatters che utilizzano MSN Messenger hanno superato i 25 milioni di messaggi ogni ora (comprese le faccine??? :-D). Sulle copie pirata di Windows Albergati sostiene che la pirateria è in calo rispetto agli anni scorsi grazie ai programmi microsoft per fregar…ehm…per frenare questo fenomeno, cmq 1 copia su 2 rimane pirata (visione mooooolto ottimistica della situazione!!! ). Oltre che nel web, Microsoft vuole mettere le mani anche nel campo dei gestionali con il software Dynamics, e poi passiamo a MSN.it e Microsoft Spaces…bla..bla….
Insomma, una lunga autoesaltazione, accompagnata da cifre che ci illustra come il grande colosso abbia le mani in pasta dappertutto e ce la metta tutta per fare soldini…! Ma perchè non parlate un po di software e informatica invece di rifilarci sempre numeri e cifre???
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Inviato da Domenico Dibello il 4 Febbraio 2008

Google sa esattamente cosa stai cercando!!!
Questo è un sunto delle dichiarazioni che Brad Smith, general counsel del colosso del software Microsoft e David Drummond, che si occupa delle acquisizioni e corporate di Google, hanno fatto alla stampa USA in queste ultime ore.
- Google: Se Microsoft acquisisce Yahoo si riuce la openness di Internet.
- Microsoft: L’operazione è pensata per dar vita ad un concorrente per Google nel settore della pubblicità online e del search
- Google: Microsoft riproporrà su Internet comportamenti scorretti già sanzionati nel mondo del software.
- Microsoft: Microsoft non intende stare a guardare mentre Google diffonde veleno sulla proposta di acquisizione che ha trasmesso a Yahoo nei giorni scorsi
- Google: la quantità di account email e di instant messaging che Microsoft e Yahoo andrebbero congiuntamente a gestire. Una enorme quantità di dati che si sposerebbe con due dei più trafficati portali Internet. Tutti elementi che, combinati al dominio di Microsoft sul software per PC potrebbero tradursi in una limitata possibilità per gli utenti di accedere ai servizi Internet, alle web email e agli instant messaging dei concorrenti.
- Microsoft: Google ha negli USA una quota del search del 65 per cento e più dell’85 per cento in Europa. Al contrario, Microsoft e Yahoo hanno al massimo, e insieme, il 30 per cento negli USA e il 10 per cento in Europa”.
(Dichiarazioni tratte da Punto informatico)
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